STORIA DEL CASTELLO

Quello del Castello è uno dei tre terzieri che partecipa al prestigioso “Palio dei Terzieri di Trevi”.

Lo stendardo a forma di scudo ha come simbolo un castello bianco che campeggia su uno sfondo blu  e simboleggia il terziere cui fanno riferimento il centro storico di Trevi, la Piaggia, le frazioni di Pigge e Bovara del territorio comunale. Di seguito riportiamo l’antica divisione del territorio in balìe:
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Balia Lapidie (Balia di Pigge)
Turris Santi Benedicti (Torre di San Benedetto)
Balia Santi Miliani (Balia di Sant’ Emiliano)
Castrum Piscignani (Castello di Pissignano)
Balia Bobarie (Balia di Bovara)
Villa Azzani (Villa di Azzano)
Balia Pictini (Balia di Pettino)
Balia Pladie (Balia di Piaggia)

Nel 1984 l’associazione Pro Trevi propone ai tre terzieri di aprire una Taverna  per consentire al numeroso pubblico dell’Ottobre trevano, di degustare prodotti tipici della zona. I terzieri rispondono presente e si prodigano ad allestire le proprie taverne.

Inizialmente la sede del terziere Castello viene collocata in Palazzo Valenti-Cristallini (Marignoli), in via della Rocca, dove attualmente si trova il Ristorante la Prepositura. Nella stessa sede viene allestita la taverna.

Nel 1987 l’organigramma societario del terziere prende una forma più definita e organizzata. Nasce così il primo Consiglio dell’ Associazione: formato da 21 consiglieri eletti ogni 2 anni. Tra i consiglieri viene poi selezionato un priore.  Il primo priore del nostro terziere è stato Piergiovanni Maggiolini, a cui seguirono in ordine, Marcello Magrini,  Angelo Cerquiglini, Patrizio Dominici, Alberto Baldoni e l’attuale priore Cristian Masciotti.

Oltre all’attività di ristorazione della taverna va sviluppandosi la produzione di costumi per il corteo storico che con il passare del tempo diventa più ricco e maestoso.

Attualmente il terziere può contare su un’enorme quantitativo di costumi d’epoca  circa 200 nei quali si possono ammirare vestiti nobiliari e popolari. Nascono anche i Tamburini, gruppo di ragazzi che si preparano per inventare suoni e ritmi per vivacizzare e festeggiare il giorno del palio dei terzieri. I Costumi si possono ammirare attraverso una vetrata situata all’ingresso della taverna.

Nel 1989 nascono le “scene di vita medievale” , una rievocazione storica dei mestieri e della vita trevana. Nel 1993 il terziere cambia sede e si trasferisce presso palazzo Lucarini, dove tutt’ora opera . Nel 2015 viene ristrutturata tutta la Taverna.

Nel 2017 il Terziere del Castello ha commissionato la realizzazione di un nuovo gonfalone all’artista Bernhard Gillessen, artista di origine tedesca ma residente a Trevi da oltre 40 anni. Lo stile dai tratti inconfondibili del maestro con i suoi colori freddi e delicati, hanno dato vita a una rappresentazione perfetta dello spirito del Terziere Castello. L’opera rappresenta un guerriero in armatura a cui fa da sfondo una costruzione muraria. Il viso del guerriero è quasi completamente coperto ma chi si trova di fronte all’opera viene letteralmente travolto dalle emozioni che evoca lo sguardo penetrante del guerriero pronto a partire per difendere il proprio Castello.

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IL CASTELLO E IL PALIO DEI TERZIERI
La manifestazione del “Palio dei Terzieri” prende vita nel 1980 con i connotati di rievocazione medievale. Nel mese di ottobre viene infatti ricostruito un momento particolarmente critico della storia di Trevi: Nel 1214 la città venne infatti saccheggiata e distrutta dagli spoletini su volontà del duca Theopoldo. I trevani mostrarono però un temperamento estremamente positivo che li riportò a riemergere dalle macerie e a rimboccarsi le maniche per la ricostruzione della loro bella Trevi.

Il “Palio dei Terzieri” consiste in una corsa a tempo con un carro di 430 kg. Il percorso di gara, prevalentemente in salita, è di 800 metri. La partenza (dopo il terzo tocco di campana della torre) è da “Porta Nuova” e si snoda lungo le antiche mura fino alla “Piazza del Comune”.

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Qui la Mora (busto ligneo raffigurante una donna guerriero) attende che il “bàlio” (popolano al quale è affidato il gesto conclusivo della corsa) le strappi la chiave dalla mano destra per aprire la porta della torre e dare il tocco di campana, segno simbolico della riconquista della città.

Gareggiano, per ogni Terziere, venti giovani “Portacolori”, che si alternano, in più staffette, nell’ardua e avvincente corsa, durante la quale uno traina e gli altri spingono con tutte le forze il carro. Tra un cambio e l’altro non c’è tregua: dopo il passaggio del testimone si deve continuare a correre per raggiungere la Piazza entro due minuti dal tocco della campana del bàlio. Vince il Terziere che ha impiegato minor tempo e commesso meno irregolarità.

Arria l’Ottobre , se sente dall’aria.
Lo paese se rizza e se fa bello,
e più de tutti Lo Terziere de lo Castello!
Territorio de Dame, Cavalieri e Guerrieri
Tutti pronti a dà battaja all’andri Terzieri.
Pe lo Castellano lo Palio è na gioia infinita,
Vincelo per tanti è questione de vita.
Quanno se sente solo lo rumore forte de lo ferro e de lo legno
là pe la Piazza tutto s’azzitta, de sentimenti tutto è pregno!
Ecco, arria lo Carro che da la Porta Nova corre
fino in centro proprio sotto Madre Torre
E lo core mia s’arresta…
poi la campana per tre vorde sona e subito è festa!
Lo popolo s’abbandona a l’urla e arza lo sguardo
Mirando l’ambito Palio così atteso, così gajardo.
Dame e Messeri così ha inizio l’Ottobre Trevano
E tu forestiero che vieni da lontano
Sali su a la gustosa Taverna de lo Castello
Che si sa, de li Terzieri è lo più lominoso e lo più bello!

 

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